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Le mie Olimpiadi: da Monaco 1972 a Tokio 2021

Questa la foto della mie prime Olimpiadi di slalom che si svolsero a Monaco di Baviera nel 1972. Quelle furono le prime in assoluto per la canoa slalom e si dovette attendere vent’anni per vedere l'organizzazione delle seconde, quelle di Balcellona nel 1992. In quelle Olimpiadi, per me iniziò un nuovo ciclo come allenatore di diverse squadre nazionali e la partecipazione a tutte quelle che si sono svolte sino a Rio 2016. Inaspettatamente da alcuni giorni so che sarò presente anche a quella di Tokio in rappresentanza del Belgio e questa sarà la mia Olimpiade n° 9. Un percorso iniziato da oltre 50 anni, trascorso fra grandi difficoltà e gratificazioni, dove mi sono reso conto quanto fosse importante lottare ogni giorno per ottenere il massimo risultato possibile e aiutando le persone che avevo attorno o che chiedevano la mia collaborazione a raggiungerlo. Come detto, nella mia seconda Olimpiade quella di Barcellona, ebbi l’incarico di supporto allenatore della squadra spagnola a fianco di Jean Michel Prono. Devo ricordare che in quella occasione seguii un atleta peruviano che avevo incontrato in un viaggio turistico in Perù e che in seguito allenai ad Ivrea, oltre un’atleta del mio club che, per motivazioni varie, non potei seguire con la squadra italiana. Rientrato in Italia, nel 1996 ricoprii l’incarico di direttore tecnico Italiano alle Olimpiadi di Atlanta. Poi cambiarono ancora le cose in Italia e alle Olimpiadi di Sidney nel 2000 il mio incarico fu direttore tecnico della squadra spagnola. Dal 2002, un nuovo cambio; responsabile della squadra greca alle Olimpiadi di Atene nel 2004, le più belle e significative di sempre, dove ho vissuto un’esperienza indimenticabile proprio nella nazione che le ha create. Sempre con i greci fui presente a quelle di Pechino nel 2008 e a quelle di Londra nel 2012. Infine nel 2016 partecipai a quelle di Rio, con l’accredito del Libano, per poter seguire un atleta italiano con il quale avevamo raggiunto la qualificazione olimpica e che per motivazioni varie, non potei seguire con la squadra italiana. Nonostante tutto ho continuato e continuo a guardare avanti. Sono stimolato dallo studio e dalla ricerca per raggiungere altri obiettivi e so che tutto questo mi aiuta a crescere e ad essere sempre più cosciente di quello che sono e che posso fare grazie alle esperienze che ho vissuto e che porto con me ogni giorno, ogni volta che parlo, ogni volta che agisco e ogni volta che le persone sentono la mia presenza. Il mio prossimo obiettivo è Tokio!.